Cinque cerchi, firma cavese: Francesca Amato protagonista dietro le quinte

0
30

Le Olimpiadi sono fatte di atleti, medaglie e record, e non solo! Sono anche il risultato di un lavoro silenzioso, creativo e altamente specializzato che rende ogni edizione unica e indimenticabile.

Alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, tra i professionisti che hanno contribuito alla riuscita della Cerimonia di Apertura, c’è stata anche una concittadina di Cava de’ Tirreni: la scenografa Francesca Amato.

Il cuore dello spettacolo

La Cerimonia inaugurale, andata in scena allo Stadio San Siro, è stata uno dei momenti più attesi e seguiti dell’intera manifestazione. Uno spettacolo costruito nei minimi dettagli, dove scenografia, luci e spazi hanno dialogato con musica, performance artistiche e sfilata delle delegazioni.

Dietro quell’imponente macchina organizzativa ha operato un team di eccellenza guidato dallo scenografo Paolo Fantin. Dal 2022, Francesca Amato lavora al suo fianco come assistente, dopo aver conseguito con lode la laurea in Scenografia a Milano.

Per Milano Cortina 2026, il progetto è stato sviluppato all’interno di Balich Wonder Studio, realtà internazionale specializzata nei grandi eventi e nelle cerimonie di portata mondiale.

Dall’idea alla realizzazione

Il contributo della professionista cavese si è articolato in diverse fasi operative: dalla traduzione dei bozzetti in elaborati tecnici, allo studio di fattibilità scenica, fino alla supervisione della costruzione e della messa in scena degli elementi scenografici.

Un lavoro tecnico e creativo al tempo stesso, fondamentale per garantire coerenza tra l’idea originaria e il risultato finale sotto gli occhi di milioni di spettatori.

Se gli atleti sono i protagonisti della competizione, la scenografia è il contesto che amplifica emozioni e simboli: dall’ingresso delle delegazioni all’accensione del braciere olimpico, ogni dettaglio contribuisce a costruire la memoria collettiva dell’evento.

Un’Olimpiade vissuta da dentro

Francesca Amato non ha gareggiato né sfilato con la bandiera italiana, ma ha vissuto l’esperienza olimpica dall’interno, osservando e contribuendo in prima persona alla nascita dello spettacolo che ha aperto ufficialmente i Giochi.

Un’esperienza che rappresenta non solo un traguardo professionale importante, ma anche motivo di orgoglio per l’intera comunità cavese, che ha visto una propria concittadina protagonista , seppur dietro le quinte, in uno degli eventi sportivi più seguiti al mondo.

Perché le Olimpiadi non sono soltanto competizione: sono visione, cultura e racconto. E anche dietro le quinte, c’è chi lavora per trasformare lo sport in emozione.