A Cava De’ Tirreni il 12° Trofeo “Roberto Manzo”: tradizione ma anche sport!

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Il 25 e 26 aprile 2026 gli Sbandieratori Cavensi porteranno in scena il 12° Trofeo “Roberto Manzo” – Gara di Bandiera, evento che unisce spettacolo, tecnica e identità cittadina nel cuore di Cava de’ Tirreni.

Non una semplice esibizione folkloristica, ma una vera competizione strutturata con categorie Singolo, Coppia, Piccola Squadra e Musici, suddivise tra Assoluti e Under. Un format che ricalca i regolamenti della Federazione Italiana Sbandieratori, organismo che disciplina gare ufficiali su tutto il territorio nazionale.

Sport o tradizione? Entrambi.

Spesso ci si chiede se gli sbandieratori possano essere considerati atleti. La risposta, guardando allenamenti e competizioni, è sì.

Dietro ogni lancio di bandiera c’è una preparazione motoria non indifferente: coordinazione, resistenza, precisione tecnica e lavoro di squadra. Inoltre, le gare prevedono punteggi, giudici, parametri di valutazione e classifiche finali; questi sono elementi tipici di qualsiasi disciplina sportiva.

Certo, l’anima resta storico-culturale, ma oggi,  le gare di bandiera rappresentano una disciplina sportiva riconosciuta a livello federale, capace di coniugare spettacolo e performance.

Il legame con Cava De’ Tirreni: identità e appartenenza

A Cava de’ Tirreni gli sbandieratori non sono solo un semplice gruppo : sono parte integrante della memoria collettiva cittadina. La bandiera, qui, non è solo un attrezzo tecnico ma un simbolo che racconta secoli di storia, rievocazioni, cortei e senso di comunità.

Gli Sbandieratori Cavensi rappresentano un punto di riferimento educativo e culturale, e perché no, appunto, anche sportivo, capace di coinvolgere giovani e giovanissimi in un percorso fatto di disciplina, sacrificio e orgoglio per i colori della città.

Il Trofeo “Roberto Manzo” non è quindi solo una gara: è un momento in cui sport e tradizione si fondono, riaffermando il ruolo di Cava come realtà di primo piano nel panorama nazionale degli sbandieratori.

E forse è proprio questa la forza della disciplina: trasformare una tradizione antica in un’attività di sport moderno, senza perdere le proprie radici.